
6 ottobre 2026
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Conto Termico 3.0 nel 2026: guida completa per chi vuole installare una pompa di calore
Aggiornato il
6 ottobre 2026
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Vuoi installare una pompa di calore e stai cercando gli incentivi disponibili? Il Conto Termico 3.0 è uno degli strumenti più vantaggiosi del 2026: un contributo a fondo perduto che rimborsa direttamente sul tuo conto corrente fino al 65% del costo dell'intervento. Ecco tutto quello che devi sapere, senza burocrazia inutile.
Cos'è il Conto Termico 3.0 e come funziona
Il Conto Termico 3.0 è un incentivo gestito dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici) che eroga un contributo a fondo perduto per chi sostituisce un impianto di riscaldamento a combustibili fossili con una soluzione più efficiente, come una pompa di calore aria-acqua.
A differenza dell'Ecobonus, che si recupera in 10 anni sulla dichiarazione dei redditi, il Conto Termico rimborsa direttamente sul conto corrente, in tempi relativamente brevi. Per importi fino a 15.000 euro, il rimborso avviene in un'unica soluzione. Per importi superiori, in 2–5 rate annuali.
Il decreto è entrato in vigore il 25 dicembre 2025. Il portale GSE per le domande è attivo da marzo 2026.
Quanto rimborsa il Conto Termico 3.0
Il contributo può coprire fino al 65% delle spese sostenute, a seconda del tipo di intervento, della zona climatica e della potenza dell'impianto.
Il rimborso sale al 100% per edifici pubblici particolari, come gli edifici comunali di paesi con meno di 15.000 abitanti, enti della Pubblica Amministrazione ed enti del Terzo Settore (non commerciali).
Per le pompe di calore aria-acqua con potenza fino a 35 kW, il costo massimo ammissibile è fissato a 700 €/kW di potenza installata. Le spese ammesse includono:
- Fornitura e installazione della pompa di calore
- Opere edili accessorie
- Diagnosi energetica e APE
- Progettazione e pratiche amministrative
- IVA (se non recuperabile).
Chi può richiedere il Conto Termico 3.0
Possono accedere all'incentivo:
- Privati proprietari di immobili residenziali
- Imprese per edifici strumentali
- Pubbliche Amministrazioni, inclusi ex IACP, cooperative di abitanti e società a patrimonio pubblico
- Enti del terzo settore non economici, assimilati alle PA per alcune tipologie di intervento
- Edifici del terziario (commerciale), una novità introdotta con il 3.0
Un'attenzione particolare è riservata alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e alle famiglie a basso reddito.
Quali interventi sono ammessi
Il Conto Termico 3.0 incentiva principalmente interventi per l'efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili:
- Pompe di calore elettriche (aria-acqua, geotermiche, idrotermiche)
- Sistemi ibridi a pompa di calore
- Caldaie e stufe a biomassa
- Impianti solari termici
- Sistemi di building automation (BACS/BMS) avanzati
Per le pompe di calore elettriche, lo SCOP deve rispettare i valori minimi richiesti dalla normativa Ecodesign, con certificazione del costruttore conforme allo standard UNI EN 14825. La Pompa di Calore Aira, con classe energetica A+++ e COP superiore a 4, soddisfa pienamente questi requisiti.
Come fare domanda: accesso diretto vs. prenotazione
Esistono due modalità di accesso al Conto Termico 3.0.
Accesso diretto (per privati e imprese): la richiesta va inviata al GSE entro 60 giorni dalla fine dei lavori. Per impianti di piccola taglia (generatori fino a 35 kW), è prevista una procedura semplificata se si utilizzano apparecchi presenti nel Catalogo GSE.
Prenotazione (riservata a PA ed ESCO): consente di prenotare l'incentivo prima dell'avvio dei lavori, ricevendo un acconto iniziale e il saldo al termine. Richiede la presentazione di una diagnosi energetica o un contratto di prestazione energetica.
Conto Termico 3.0 o Ecobonus 50%: quale scegliere?
È la domanda più comune. La risposta dipende dalla tua situazione specifica.
| Ecobonus 50% | Conto Termico 3.0 | |
|---|---|---|
| Tipo di agevolazione | Detrazione fiscale IRPEF/IRES | Contributo a fondo perduto diretto |
| Percentuale massima | 50–65% | 65% per i privati; fino al 100% per edifici pubblici, comuni con meno di 15.000 abitanti e Terzo Settore |
| Tempi di recupero | 10 anni in dichiarazione dei redditi | Pochi mesi, unica soluzione o 2–5 rate |
| A chi conviene | Chi ha capienza fiscale e può spalmare la detrazione | Chi cerca liquidità rapida o ha bassa capienza fiscale |
| Interventi ammessi | Ampia gamma, incluso involucro edilizio | Principalmente impianti termici e rinnovabili |
| Cumulabilità | Non cumulabile con CT 3.0 | Non cumulabile con Ecobonus nazionale |
Regola pratica: se hai una buona capienza fiscale e vuoi massimizzare la detrazione nel tempo, l'Ecobonus è spesso la scelta più semplice. Se invece vuoi un rimborso rapido o non hai sufficiente capienza IRPEF, il Conto Termico 3.0 è più vantaggioso.
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I requisiti tecnici da rispettare
Per accedere al Conto Termico 3.0, l'intervento deve prevedere la sostituzione totale o parziale di un impianto di climatizzazione invernale esistente. Sono inoltre obbligatori:
- Messa a punto e bilanciamento del sistema di distribuzione
- Installazione di valvole termostatiche modulanti su tutti i corpi scaldanti
- Contabilizzazione individuale del calore negli impianti centralizzati
- Per impianti sopra 200 kW, sistema di misurazione e comunicazione al GSE dell'energia termica prodotta
- Potenza termica nominale post-intervento non superiore a 2.000 kW.
4 cose da tenere a mente prima di fare domanda
- Il portale GSE è aperto da marzo 2026, ma non tutti gli interventi sono automaticamente ammessi: l'impianto deve rispettare i requisiti tecnici prestazionali del decreto.
- Il 65% non è garantito su tutta la spesa: l'importo varia in base al tipo di intervento, alla potenza, alla zona climatica e al tipo di beneficiario.
- Includi le spese accessorie nel preventivo: diagnosi energetica, APE e opere edili sono ammesse al contributo e possono fare la differenza sull'importo finale.
- Impianti sopra 200 kW richiedono la contabilizzazione del calore: un requisito da verificare prima di procedere.
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